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2^ tappa di “Itinerario Veneto” – “SOS Montagna: maneggiare con cura”
18 Giugno 2019 

 Un nuovo incontro del percorso “Itinerario Veneto” promosso da Ance Veneto Giovani per prendere in analisi alcuni degli aspetti salienti della nostra regione dal punto di vista urbano, infrastrutturale e del territorio.

Sede di questo appuntamento, tenutosi lo scorso 3 giugno, è stata Longarone, in provincia di Belluno. Oggetto, infatti, dell’evento è stata la fragilità della montagna veneta.

A seguito degli eventi calamitosi dello scorso ottobre, con la tempesta Vaia, i Giovani Costruttori del Veneto hanno richiamato l’attenzione sugli effetti sempre più disastrosi del clima sul nostro territorio montano e sull’importanza di un’azione costante di prevenzione e una evoluzione della progettazione degli interventi infrastrutturali ed edilizi.

Questi temi sono stati dibattuti dagli ospiti relatori, intervistati dal giornalista ampezzano del Corriere del Veneto, Francesco Chiamulera: l’Assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin, il Segretario delle Regole d’Ampezzo e della Consulta Nazionale della Proprietà Collettiva (l’Associazione che riunisce tutte le Regole d’Italia), Stefano Lorenzi, e il Presidente di Ance Belluno, Antonio Olivotto.

Ampio spazio poi è stato riservato al meteorologo e climatologo Luca Mercalli, che da anni si batte per una maggiore sensibilità ai mutamenti climatici e sottolinea gli effetti sconvolgenti sulle popolazioni e sui territori.

Ad aprire i lavori, presentando il tema dell’evento, è stato Marco Zollet, giovane imprenditore edile bellunese. Partendo da alcuni dati sulla fragilità del territorio montano dal punto di vista della pericolosità da frana e idrogeologica e dalla considerazione dell’impossibilità di controllare il clima, Zollet ha sottolineato che compito dell’uomo è quello di ridurre gli effetti delle calamità naturali che potranno verificarsi sempre più intensi e frequenti in futuro. Occorre intervenire sulla prevenzione. Due sono le strade da percorrere in questo senso: 1. intervenire sull’esistente mediante la manutenzione dell’habitat e di ciò che l’uomo ha costruito in esso, infrastrutture e edifici e quant’altro; 2. progettare e realizzare i nuovi interventi in maniera nuova, diversa, puntando sulla sostenibilità e sulla creazione di un rapporto simbiotico tra ciò che si costruisce e l’ambiente circostante.

Durante il dibattito l’Assessore Bottacin, anch’egli bellunese ed impegnato in prima persona nella fase di emergenza post tempesta Vaia, ha voluto evidenziare come questo evento climatico sia stato senza precedenti per intensità ed effetti disastrosi sul territorio, ma anche la grande risposta offerta, nella fase di crisi, da Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Amministrazioni e imprese del territorio, e nei mesi successivi dal Governo e dalla Regione, mediante la gestione commissariale di cui è responsabile, per la programmazione e l’avvio delle opere di ricostruzione e messa in sicurezza. Bottacin non ha nascosto i limiti che la burocrazia pone in termini di efficacia e rapidità degli interventi, arrivando a bloccare la realizzazione di opere fondamentali per la sicurezza del territorio.

Il presidente di Ance Belluno, Antonio Olivotto, ha colto l’occasione per sottolineare il ruolo delle imprese edili presenti nelle zone colpite dall’emergenza, chiamate dalle Amministrazioni ad intervenire in “somma urgenza”. Gli operatori, data la situazione di crisi, intervengono immediatamente, senza sapere le condizioni che si troveranno ad affrontare, ponendo a disposizione uomini e mezzi, spesso impegnati in altri cantieri. Olivotto ha rimarcato tra le cose positive della gestione dell’emergenza causata da Vaia, la creazione di una grande sinergia tra le Amministrazioni e le imprese, accomunate dall’intento di mettere in sicurezza le persone ed il territorio.

Sull’aspetto della gestione del territorio è intervenuto il Segretario delle Regole d’Ampezzo, Stefano Lorenzi, che ha spiegato il particolare storico legame tra l’uomo e l’ambiente vigente nelle Dolomiti e l’impegno delle regole nella tutela delle risorse naturali e forestali della montagna. Lorenzi ha manifestato preoccupazione per la magnitudo degli eventi climatici che si verificano con maggiore frequenza e ha lamentato, da un lato, un’insufficiente attenzione delle autorità regionali verso una politica forestale in grado di tutelare questo patrimonio e, dall’altro, il peso della burocrazia sugli interventi di salvaguardia una volta terminato il regime di emergenza.

Bottacin ha concluso sottolineando come la tutela dell’ambiente sia materia di esclusiva competenza statale e che tra i diversi interventi promossi dalla Regione Veneto alcuni sono stati impugnati dal Governo limitando proprio a causa di questo difetto di competenza la possibilità di azione della Regione.

Momento clou dell’evento è stata l’intervista a Luca Mercalli, noto meteorologo e climatologo, invitato non soltanto a parlare del cambiamento climatico ma anche a sostenere la necessità di progettare gli interventi dell’uomo in maniera sempre più sostenibili.

Mercalli ha sottolineato che in futuro anche gli edifici dovranno essere realizzati non più per far fronte al freddo bensì al caldo. Occorre investire sull’adattamento al cambiamento climatico, processo oramai irreversibile. Il ruolo dell’edilizia è fondamentale nel

Il climatologo ha infine raccontato la propria esperienza di recupero di edifici abbandonati in ambito alpino resi efficienti energeticamente in vista del ripopolamento delle zone montane che si verificherà con l’acuirsi di condizioni di gran caldo nelle pianure.

Una parentesi durante l’evento ha riguardato la presentazione da parte di Alessandro Casol dell’iniziativa benefica “BELLUNO ALZA LA VOCE”, nata a seguito della tempesta Vaia ad opera di musicisti bellunesi.

Chiusura da parte del Presidente di Ance Veneto Giovani, Giovanni Prearo, che ha sintetizzato alcuni dei messaggi più importanti emersi durante il convegno. Il Presidente ha ringraziato la Pro Loco di Longarone per aver ospitato questo appuntamento nel proprio Centro Culturale, sede anche del Museo del Vajont.

Si allegano alcune foto dell’evento.